The career of high jumper Sara Simeoni | Francesco Corallo

Sara Simeoni is widely regarded as one of the greatest female athletes in the world. As a sports enthusiast, Francesco Corallo may know that, over the course of her career, Simeoni broke several world records, and became one of the first women to adopt the jumping technique known as the ‘Fosbury flop’.

Born in Verona in 1953, she trained as a high jumper throughout her teens, and entered her first international event, the European Championships, in 1971. She finished in 9th place, with a jump height of 1.78 metres. Whilst this was a somewhat mediocre result, it became clear, over the next decade, just how talented Simeoni was.

The year after the European Championships, she entered the Munich Olympics, and managed to advance to the last round, where she achieved a jump height of 1.85 metres. Four years later, she competed in the Olympics again, this time winning the silver medal, after Rosemarie Ackermann, an East German athlete, beat Simeoni’s jump by a few centimetres.

In the summer of 1978, Simeoni attended a competition in Brecia; her performance, which resulted in a jump height of an astounding 2.01 metres, set a new world record. Just a few weeks later, she reached the same height once again at a competition held in Prague, and in doing so, won the European title.

However, the next couple of years were challenging for Simeoni; she suffered from a number of tendon injuries which affected her form and made it difficult for her to compete. But she continued to train, and two years later, at the Moscow Olympics, she won the gold medal, with a jump of 1.97 metres. This set another record, as the highest jump ever performed by a female athlete at the Olympics.

Simeoni entered the Olympics for the fourth time in 1984, travelling over to Los Angeles for the event. Those with an interest in sport, such as Francesco Corallo, might recall that it was here that she performed her highest jump since 1978, reaching a height of 2.01 metres. However, her opponent, Ulrike Meyfarth, managed to outperform her by just 1 centimetre, and came home with the gold medal, leaving Simeoni with the silver.

During her career, she won a number of other international and national medals, and when she retired in 1986, she had two Universiade Championship titles, two Mediterranean Games gold medals, as well as 25 Italian titles, including one pentathlon, 10 indoor high jumps and 14 outdoor high jumps.

La carriera dell’atleta di salto in alto Sara Simeoni | Francesco Corallo

Sara Simeoni è universalmente riconosciuta come una delle migliori atlete del mondo. Gli appassionati di sport come Francesco Corallo sapranno che, nel corso della sua carriera, la saltatrice veneta superò numerosi record mondiali, diventando una delle prime donne ad adottare la tecnica di salto conosciuta come “stile Fosbury”.

Nata a Verona nel 1953, Sara Simeoni si allenò nel salto in alto durante gli anni dell’adolescenza, partecipando nel 1971 al suo primo evento internazionale, i Campionati Europei, dove si classificò al 9° posto raggiungendo l’altezza di 1.78 metri. Pur trattandosi di un risultato per certi versi mediocre, il suo talento divenne presto chiaro nel decennio che seguì.

L’anno dopo i Campionati Europei, Sara Simeoni partecipò alle Olimpiadi di Monaco, dove riuscì a farsi strada fino all’ultimo round, raggiungendo un’altezza di 1.85 metri. L’atleta veronese gareggiò nuovamente alle Olimpiadi quattro anni dopo, vincendo questa volta la medaglia d’argento e posizionandosi dopo Rosemarie Ackermann, un’atleta della Germania Est che aveva battuto il suo salto solo di pochi centimetri.

Nell’estate del 1978, Sara Simeoni partecipò ad una gara a Brescia, durante la quale un salto di addirittura 2.01 metri le permise di stabilire un nuovo record mondiale; la stessa altezza, raggiunta nuovamente in un’altra gara a Praga solo poche settimane dopo, le permise di aggiudicarsi il titolo europeo.

Gli anni seguenti della saltatrice veneta furono invece resi difficili da alcuni infortuni ai tendini, che ne intaccarono la forma fisica e la possibilità di gareggiare. Tuttavia, Sara Simeoni continuò ad allenarsi, riuscendo a vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca di due anni dopo con un salto di 1.97 metri, un’altezza che avrebbe stabilito un nuovo record come salto più alto mai realizzato da un’atleta donna alle Olimpiadi.

Sara Simeoni partecipò alla sua quarta olimpiade nel 1984, viaggiando fino a Los Angeles per partecipare all’evento. Gli appassionati di sport, come Francesco Corallo, probabilmente ricorderanno che fu in questa occasione che l’atleta realizzò il proprio salto più alto dal 1978, raggiungendo l’altezza di 2.01 metri, anche se la sua avversaria Ulrike Meyfarth, superandola di solamente 1 centimetro, portò a casa la medaglia d’oro, lasciandole il secondo posto.

Durante la sua carriera, Sara Simeoni vinse numerose altre medaglie nazionali e internazionali, totalizzando, al momento del ritiro nel 1986, due titoli delle Universiadi, due medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo e 25 titoli italiani, di cui uno al pentathlon, 10 nel salto in alto indoor e 14 nel salto in alto all’aperto.

La storia del Colosseo | Francesco Corallo

Come uno dei simboli più rappresentativi e antichi della città, il Colosseo è una delle visite immancabili per chiunque ami la grande architettura, come Francesco Corallo. La costruzione di questo anfiteatro ellittico fu commissionata nel 70 A.C. dall’imperatore Vespasiano, e i lavori furono completati nell’80 A.C., durante il regno di Tito.

La sua storia è, in egual misura, affascinante e  terribile; ci fornisce un’ottima prospettiva sulla mente degli antichi romani, e sulle loro convinzioni riguardo a giustizia e moralità. Nel corso di quattro secoli, migliaia di persone e animali morirono fra le sue mura, solo per intrattenere gli spettatori. Vi si tennero una varietà di eventi, comprese cacce, finte battaglie, commedie e sfide tra gladiatori, così come dettagliate ricostruzioni di famose esecuzioni e guerre. Anche se non era il primo anfiteatro costruito dai romani, il Colosseo era unico, per come fu costruito. Versioni precedenti erano quasi invariabilmente poste contro le colline, per fornire alla struttura uno stabile supporto. Il Coloseeo, invece, fu progettato con una stabilità sufficiente da stare in piedi da solo. Fu usato cemento per le volte ad arco e la parte interna, travertino per la facciata e l’intelaiatura strutturale principale, e tufo vulcanico per i muri secondari.

Molte persone, fra cui Francesco Corallo potrebbero non sapere che l’estetica aveva grande importanza per gli antichi romani; questo è evidente come non mai nel progetto del Colosseo. Colonne ornate, negli ordini corinzio, ionico e dorico circondano i colonnati dell’arena, creando una simmetria che colpisce e che divenne così popolare tra gli architetti da essere, più tardi, usata come fondamento dell’unione degli ordini usata ai tempi del Rinascimento. L’ordine delle colonne varia  a seconda del piano al quale sono posizionate, con il corinzio all’ultimo piano, lo ionico al secondo e il dorico al primo. Il piano più alto, il quarto, presenta capitelli corinzi e pilastri come fregi.

Nel corso degli anni, il Colosseo è stato devastato  da molti incendi e terremoti, e  le sue pareti esterne hanno subito la maggior parte dei danni. Oggi, solo la parte a nord è ancora in piedi; il resto della struttura che si può vedere è composta da ciò che una volta era il muro interno dell’anfiteatro.

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Francesco Corallo | Il cibo tradizionale piemontese

Come italiano, Francesco Corallo potrebbe conoscere la cucina piemontese. Questa regione del nord ovest dell’Italia è famosa per i suoi deliziosi piatti, fatti con ingredienti forti e saporiti, di solito bilanciati dalla presenza di salse a base di panna. Non sorprende che, anche il vino fatto in questa zona, sia robusto. I pasti piemontesi sono spesso accompagnati da  Barbaresco, Barbera e Barolo; questi rossi sono il complemento ideale ai piatti della regione, dato che il loro profumo robusto è un accompagnamento perfetto per la fragranza degli ingredienti usati del cibo.

Aglio, tartufi e frutti di mare sono ben presenti in molti pasti, e la Bagna Cauda ne è un buon esempio; questo intingolo caldo di solito viene servito con delle cruditè, e ha una consistenza simile a quella della fondue. Fatta con burro, olio d’oliva, acciughe, aglio e , a volte, tartufo, il sapore è decisamente intenso.

Ricette di specialità includono spesso riso, mais e grano, tutti disponibili in abbondanza nelle regione. I campi fertili e le valli dove crescono queste granaglie sono circondati dalle Alpi, e quindi sono largamente protetti dagli elementi atmosferici. Allo stesso modo, le colline terrazzate piemontesi offrono le condizioni ideali per la coltivazione della vite; per questo ci sono molti vigneti sparsi nella regione.

Le persone che conoscono questa parte d’Italia, come Francesco Corallo, potrebbero sapere che qui, aglio e tartufi crescono in abbondanza, ecco perché sono spesso usati  con la pasta, gli stufati e le zuppe. I tartufi bianchi sono particolarmente usati; il loro sapore forte e unico aggiunge complessità e una deliziosa fragranza anche al pasto più semplice. Il paesaggio e il clima del Piemonte sono perfetti ai bisogni dei bovini, ecco perché prodotti caseari e manzo sono ingredienti comuni dei piatti serviti qui. Burro, panna, latte, formaggio e manzo locali vengono consumati giornalmente in molte famiglie piemontesi. Oltre a questo, i residenti amano molto le anguille e il pesce d’acqua dolce, come la carne di selvaggina, che solitamente proviene dalle foreste locali. Un piatto a base di manzo che è rimasto in voga tra residenti e visitatori per secoli è l’insalata di carne cruda all’Albese. Solitamente servito come antipasto, composto da fette di manzo marinato in aglio, olio d’oliva e succo di limone. Prima di servirlo, il piatto è guarnito o con insalata verde o con tartufi, a seconda della stagione.

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Francesco Corallo | Come la cucina italiana è diventata famosa nel mondo

La maggior parte delle persone, incluso Francesco Corallo, sanno che la cucina italiana, negli ultimi anni, è diventata incredibilmente rinomata; oggi, si possono trovare ristoranti italiani in tutta Europa, così come nel Nord e Sud America. Inoltre, sempre più gente è ora in grado di preparare autentici pasti italiani a casa, grazie alla grande disponibilità di prodotti italiani nei supermercati.

La crescente domanda di questi piatti nel mondo è principalmente attribuita alla migrazione di italiani, durante il tardo 19° secolo e agli inizi del 20°. Dal 1870 fino al 1970, circa 26 milioni di persone lasciarono l’Italia in cerca di lavoro e di una vita migliore. Si stabilirono in molte diverse località, ma le città di New York e Boston furono le mete principali.

Le famiglie del sud Italia, in particolare, scelsero queste città, portando con sè un sacco di ricette tradizionali, le quali prevedevano l’uso degli ingredienti di base usati nei pasti del sud Italia; cose come l’olio d’oliva, la passata di pomodoro e la pasta. Al contrario, città come San Francisco e Chicago furono popolate da molte più famiglie di gente dell’Italia del nord, che introdussero piatti con polenta, besciamella, pasta fresca e risotto.

Chiaramente, non furono solo gli USA che videro arrivare molti immigrati italiani in questo periodo di tempo; molti altri paesi, come l’Argentina, diventarono  una nuova patria per queste persone. Le persone interessate a questa materia, come Francesco Corallo, potrebbero sapere che l’influenza che questi immigrati ebbero sulla cucina argentina fu profonda. Oggi-quasi tutti i piatti consumati in questo paese- in particolare a Buenos Aires- hanno un tipico gusto italiano. La pizza è uno dei pasti più consumati in tutta la nazione; è molto simile a quella italiana, ad eccezione della base, che è un po’ più spessa e di consistenza un po’ più molliccia.

Si dice che l’immigrazione abbia giocato un ruolo significativo nella popolarità mondiale della cucina italiana, ma anche la disponibilità di vari libri di cucina e di ricette ha avuto il suo peso. Prima del 18° secolo, gli ingredienti e le ricette dei piatti tradizionali italiani erano, spesso, tramandati a voce, e con solo un piccolo e moderato gruppo di viaggiatori che arrivavano o partivano dall’Italia, significa che poche ricette erano conosciute al di la dei confini nazionali.  Questo, tuttavia, cambiò dopo la stampa delle guide  di viaggio di Karl Baedeker e si altri scrittori; Dalla metà del 1800 in poi, questi libri fornirono alla gente al di fuori dell’Italia  informazioni su specialità regionali e su ingredienti tradizionali usati nella cucina italiana.

https://www.quora.com/Francesco-Corallo/Posts/Le-bellezza-della-Lombardia-Francesco-Corallo

Francesco Corallo | Uno sguardo all’artista Giuseppe Penone

Giuseppe Penone è un famoso artista italiano. Nato a Bologna nel 1947, si interessò all’arte quando aveva 21 anni, e scelse di unirsi al movimento dell’Arte Povera; questo movimento si sviluppò tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta, a Bologna, Napoli, Venezia, Roma, Milano e Torino.

Gli artisti di questo movimento erano famose per le loro idee radicali sull’arte; erano desiderosi di prendere posizione contro i valori stabiliti dell’arte, che loro sentivano essergli stati imposti dal governo. Penone era uno dei membri più giovani del gruppo; anche se ci furono delle esitazioni a farlo entrare, a causa dell’età e della mancanza di esperienza nel mondo dell’arte, il suo approccio altamente sperimentale al suo lavoro fece impressione sugli altri artisti e alla fine fu accettato.

Penone si è sempre interessato alla connessione tra natura e uomo, e ha esplorato la materia tramite disegni figurativi, istallazioni e sculture. Le persone interessate all’arte, come Francesco Corallo, sapranno che l’uso di materiali insoliti da parte di Penone è diventato una componente essenziale della sua opera, dove ognuno dei suoi pezzi ha un aspetto tattile, visuale e olfattorio che attira lo spettatore.

Durante gli anni settanta, Penone si fece affascinare dall’idea di usare il proprio corpo come parte dell’opera; fece dei calchi in gesso dei suoi arti e della faccia, e iniziò a proiettare delle immagini su queste sculture. Fece, poi, una collezione di vasi in bronzo, sulla quale mise  in seguito le sue impronte digitali. Penone rimase affascinato da questa idea per molti anni, ma cambiarono i modi in cui decise di esprimerla. Negli anni ottanta, iniziò ad inserire grandi e vecchi attrezzi agricoli, fatti di legno e metallo, nei suoi pezzi ‘corporei’ Come appassionato d’arte, Francesco Corallo potrebbe sapere che una delle opere più famose di Penone si trova alla Galleria Whitechapel di Londra.

Questa Scultura, intitolata:” Spazio di Luce”, si ispira ad un albero caduto, scoperto in una foresta da Penone. Decise di fare un calco del tronco, usando il bronzo, perché pensava che il colore e l’apparenza di questo materiale avessero qualità simili a quelle della corteccia. In seguito utilizzò i rami stessi dell’albero per tenere in piedi il calco in bronzo finito, fondendo in questo modo un oggetto naturale con uno fatto dall’uomo.

http://francescocoralloitalia.wordpress.com/2014/03/28/francesco-corallo-la-carriera-del-velocista-pietro-mennea/

Francesco Corallo | L’opera di Michelangelo Pistoletto

Michelangelo Pistoletto è un artista italiano conosciuto in tutto il mondo, del quale tutti gli amanti dell’arte, incluso Francesco Corallo, hanno probabilmente sentito parlare. Pistoletto è uno dei membri principali del movimento conosciuto col nome di Arte Povera; Le sue opere si concentrano principalmente sulla fusione tra la vita di tutti i giorni e l’arte, e la riflessione (sia letterale sia figurativa).

Nato a Biella nel 1933, Pistoletto passò la buona parte della tarda adolescenza e del periodo dei  vent’anni a lavorare in un negozio del settore della ristorazione gestito dal padre. Fu in questo periodo che si appassiono agli auto ritratti. Alla fine degli anni cinquanta, abbandonò la carriera della ristorazione, e prese parte alla mostra: “ Biennale di San Marino”. Le sue opere acquistarono popolarità velocemente, e giusto un anno dopo, fece la prima mostra personale, a Torino, in uno spazio chiamato ‘Galleria Galatea’.

Una delle collezioni più famose di Pistoletto, ‘Oggetti in meno, fu creata alla metà degli anni sessanta; queste sculture cercavano di esplorare come un semplice oggetto mondano  potesse essere considerato un’opera d’arte, a seconda del concetto che veniva usato  per esprimerlo. Da parte di Pistoletto era un atto di ribellione; il suo uso di oggetti all’apparenza ‘inutili’ per creare delle sculture, era il suo modo di ribellarsi al concetto che a qualcosa si potesse affibbiare la categoria di ‘arte’ solo se fatta con materiali costosi.

Durante la sua carriera, Pistoletto si concentrò sull’unificazione dell’ambiente con l’arte, attraverso le sue istallazioni di sculture, le sue performance e i dipinti a specchio. Gli ultimi rappresentano il suo desiderio di riunire l’arte figurativa e concettuale, e sono fatti da lastre d’acciaio coperte di immagini fotografiche serigrafate con una tecnica particolare. Chi si interessa all’arte, come Francesco Corallo, saprá che la superficie riflettente di queste opere serve per coinvolgere lo spettatore nell’opera che sta osservando, e costringerlo a mettere in questione le sue idee sulla realtà e su se stesso.

Pistoletto ha continuato a sperimentare con vari tipi di materiali ed idee, ma la giustapposizione del concettuale e del figurativo sono ancora un tema ricorrente nella sua opera. Prova di questo fascino continuo si può trovare nelle opere di Pistoletto “Venere degli Stracci”; durante gli anni, ha prodotto svariate versioni di questa istallazione scultorea. Consiste in una statua di Venere scolpita nello stile classico, la dea della bellezza e dell’amore, che sta in mezzo a delle pile di vestiti scartati. Variazioni di questa opera si possono vedere al museo di arte contemporanea di Torino, e presso la collezione Giuliana e Tommaso Setari, a Milano.

http://francescocorallo.tumblr.com/post/80964743885/francesco-corallo-artisti-influenti-del-rinascimento

Le attrazioni naturali di Panarea | Francesco Corallo

Molti italiani, come Francesco Corallo, conoscono l’isola di Panarea, che è parte di un arcipelago vulcanico al largo delle coste siciliane. Con solo 300 residenti, è un posto molto tranquillo per la maggior parte dell’anno, con l’eccezione dei mesi estivi, durante i quali migliaia di turisti arrivano nei suoi porti. Come tutte le Eolie, Panarea è un bel posto, ideale per chi apprezza un paesaggio da favola. Anche una semplice passeggiata lungo una delle sue vie costeggiate da migliaia di fiori è un piacere; il profumo di gelsomino, bougainvillea e ibisco è nell’aria mentre si cammina tra case e negozi, e si è  sempre a pochi minuti da una qualche incredibile vista sul mar Tirreno.

Quest’isola è un paradiso per gente come Francesco Corallo che ama i bei paesaggi. Ci sono solo poche passeggiate (Panarea è solo 2 km quadrati), si consiglia di cominciare vicino al porto, a nord dell’isola, passare in fianco alla caserma dei carabinieri verso una ripida salita; raggiunta la fine dei gradini, si potrà  vedere una serie di fumarole spettacolari- le aperture vulcaniche responsabili per il calore delle acque di questa zona.

Un percorso più difficile si trova oltre Calcara;  porta al punto più alto dell’isola, conosciuto come Timone del Corvo. Anche se non è certo facile raggiungere questo posto, la vista del resto dell’isola e dell’isola di Stromboli, rende lo sforzo fatto per arrivare più che giustificato.

In ogni caso, è importante essere preparati per l’escursione; il sentiero è cosparso di rocce, quindi si dovrà indossare qualcosa di più resistente che ciabatte o sandali, e il caldo nei mesi estivi -soprattutto agosto- può essere devastante. E’ consigliato partire per questa escursione la mattina, o in prima serata, quando il sole non è più così forte. Quelli che raggiungono la fine di questo tracciato saranno premiati con Cala Junco; una piccola splendida insenatura.

Qui vi potete rinfrescare tuffandovi nelle acque cristalline, e riposare prima di tornare. Per le persone interessate ai paesaggi subacquei, vale la pena notare che il mare, in questa insenatura, è un vero tesoro di coralli, spugne, aragoste e cernie blu. Inoltre, ci sono anche centinaia di reperti archeologici sul fondo del mare, incluse parti di antiche navi romane, anche se, chiaramente, ai sub è vietato raccoglierli.

http://francescocorallo.blogspot.co.uk/2014/03/la-cucina-toscana-francesco-corallo.html

Francesco Corallo | Le innovazioni tecnologiche e i benefici per le aziende

Un certo numero di cambiamenti hanno coinvolto il mondo del lavoro negli ultimi anni. Il flusso di informazioni, in particolare, è diventato estremamente importante per gli uomini d’affari come Francesco Corallo. Le aziende oggi sono in grado di rispondere alle proprie necessità e a quelle dei clienti in tempo reale grazie alla velocità con cui le aziende possono elaborare le informazioni. Artefice di questi straordinari progressi è stata certamente l’innovazione tecnologica.

Internet è stato l’elemento decisivo, la chiave di volta attraverso cui le aziende sono riuscite a migliorare le proprie performance. Grazie a internet lo scambio di informazioni oggi avviene con estrema rapidità:  e-mail, messaggistica istantanea, chat , videoconferenza e altro ancora sono ormai alla base di ogni business. Grazie a internet oggi molti lavoratori non hanno più nemmeno bisogno di andare in ufficio per lavorare con una significativa riduzione dei costi di impresa da destinare ai locali aziendali. Alcune attività commerciali non hanno più bisogno di negozi fisici dove esporre la propria merce,  è sufficiente un proprio spazio web dove i clienti possono fare acquisti on line comodamente da casa attraverso una semplice connessione internet. Oggi gran parte dell’attività economica nel mondo si svolge interamente tramite questi canali.

Un altro utile strumento di lavoro, che sfrutta gli apparati tecnologici, è stato il social network che imprenditori come Francesco Corallo conoscono bene in quanto fondamentale per incrementare il proprio business. Possiamo dire che abbia cambiato per sempre il volto del marketing rendendo disponibile ad ogni azienda un potenziale di milioni di clienti in tutto il mondo. L’obiettivo di un’azienda non è solo quello di diffondere un proprio messaggio commerciale ma di costruire un rapporto fidelizzante con i clienti che non sono più soggetti passivi del messaggio pubblicitario, ma diventano protagonisti avendo la possibilità di interagire in modo semplice per manifestare le proprio esigenze, offrendo di fatto utili informazioni alle aziende per  tarare i prodotti e i servizi.

La tecnologia mobile, come telefoni cellulari e tablet, ha anch’essa cambiato per sempre il panorama del business. I messaggi possono ora viaggiare attraverso l’etere ad altissima velocità, raggiungendo milioni di utenti in pochi secondi. I documenti non si stampano o si inviano tramite fax, ma vengono condivisi con semplici operazioni su qualunque supporto dotato di connessione. Pochi click su uno schermo è tutto quello che serve è a disposizione dell‘imprenditore. Che si tratti di grafici, fogli di calcolo o semplicemente di controllare la posta, smart phone e tablet offrono alle aziende degli strumenti efficaci per operare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Queste tecnologie e innovazioni erano quasi inimmaginabili qualche anno fa, oggi le più grandi aziende di settore sono impegnate in una competizione costante per studiare le migliori tecnologie per migliorare le capacità prestazionali di questi nuovi strumenti di lavoro.

Francesco Corallo: la chiave per il successo aziendale

Francesco Corallo, nato a Catania nel 1960, dopo essersi dedicato agli studi economici, ha intrapreso la carriera d’imprenditore nel settore del gioco e del turismo.

Grazie alle sue capacità e ad alcune lungimiranti intuizioni, le sue aziende hanno ben presto ottenuto ottimi risultati in termini di profitti e di qualità dei sistemi organizzativi.

Il successo conseguito negli anni è stato il frutto di scelte oculate e di mirate strategie operative che hanno interessato le sue diverse sfere di interesse: quella professionale, quella attinente alla gestione delle risorse umane e, infine, ma non meno importante, quella relativa alle sue iniziative di impegno sociale.

Dall’avvio delle sue attività imprenditoriali Francesco Corallo ha sempre destinato parte dei suoi ricavi a progetti filantropici. La sua holding, unitamente alle varie filiali operative e alla B Plus Giocolegale Ltd, società con base in Italia, contribuiscono a finanziarie una serie di iniziative no-profit. La fondazione del Principe Alberto II di Monaco, la Children’s Burn Foundation of Guatemala e la Fondazione Clinton sono alcune delle organizzazioni con cui collabora. Attraverso queste organizzazioni, offre il suo contributo a  favore di diversi programmi umanitari orientati alla difesa dei bambini, alla assistenza sanitaria per gli indigenti e ad iniziative per la tutela ambientale.

Corallo ha, inoltre, adottato in tutte le sue aziende la politica di responsabilità sociale di impresa (CSR). Il modello CSR (Corpo Socia ratel Responsibility) si sta diffondendo rapidamente in diversi settori produttivi a dimostrazione di una maggiore sensibilità  etica delle imprese nei confronti della collettività. Per tali ragioni, sempre più aziende adottano un sistema di gestione che consente di perseguire contestualmente agli obiettivi di profitto anche delle finalità sociali.

Un altro elemento che ha contribuito al successo di Corallo è certamente la cura che riserva alla selezione e alla gestione dei giovani talenti. Corallo dedica particolare attenzione alla crescita professionale dei giovani. Per tale ragione cerca sempre di offrire un’opportunità all’interno delle sue aziende assicurandosi che i dipendenti possano avere un’elevata qualità della vita, grazie all’adeguato riconoscimento professionali e al  mantenimento di un giusto equilibrio tra lavoro e tempo libero. Nei contesti lavorativi vengono curati i rapporti interpersonali tra impiegati e dirigenti, al fine di creare un ambiente di lavoro sereno e una cultura aziendale predisposta a sostenere i bisogni e le esigenze di ciascun lavoratore.

L’innovazione tecnologica è un elemento comune in tutte le aziende di Corallo. Gli investimenti in questo settore sono costanti e prioritari. Gli obiettivi  che si vogliono perseguire sono l’ottimizzazione del sistema di gestione degli apparecchi e l’offerta dei migliori servi per i clienti ed i partner affiliati. Tale impegno costante ha contribuito al successo di B Plus che detiene la leadership nel mercato italiano degli apparecchi di intrattenimento. Oggi l’azienda gestisce una rete di circa 100.000 apparecchi dislocati in tutto il territorio  nazionale.

Grazie agli investimenti e all’innovazione tecnologica, da anni l’AAMS-Agenzia delle dogane e dei Monopoli  (ente preposto alla regolamentazione dell’offerta di gioco in Italia) riconosce a B Plus i più elevati livelli di sevizio della propria rete in conformità con gli schemi concessori.