Francesco Corallo | Uno sguardo all’artista Giuseppe Penone

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Giuseppe Penone è un famoso artista italiano. Nato a Bologna nel 1947, si interessò all’arte quando aveva 21 anni, e scelse di unirsi al movimento dell’Arte Povera; questo movimento si sviluppò tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta, a Bologna, Napoli, Venezia, Roma, Milano e Torino.

Gli artisti di questo movimento erano famose per le loro idee radicali sull’arte; erano desiderosi di prendere posizione contro i valori stabiliti dell’arte, che loro sentivano essergli stati imposti dal governo. Penone era uno dei membri più giovani del gruppo; anche se ci furono delle esitazioni a farlo entrare, a causa dell’età e della mancanza di esperienza nel mondo dell’arte, il suo approccio altamente sperimentale al suo lavoro fece impressione sugli altri artisti e alla fine fu accettato.

Penone si è sempre interessato alla connessione tra natura e uomo, e ha esplorato la materia tramite disegni figurativi, istallazioni e sculture. Le persone interessate all’arte, come Francesco Corallo, sapranno che l’uso di materiali insoliti da parte di Penone è diventato una componente essenziale della sua opera, dove ognuno dei suoi pezzi ha un aspetto tattile, visuale e olfattorio che attira lo spettatore.

Durante gli anni settanta, Penone si fece affascinare dall’idea di usare il proprio corpo come parte dell’opera; fece dei calchi in gesso dei suoi arti e della faccia, e iniziò a proiettare delle immagini su queste sculture. Fece, poi, una collezione di vasi in bronzo, sulla quale mise  in seguito le sue impronte digitali. Penone rimase affascinato da questa idea per molti anni, ma cambiarono i modi in cui decise di esprimerla. Negli anni ottanta, iniziò ad inserire grandi e vecchi attrezzi agricoli, fatti di legno e metallo, nei suoi pezzi ‘corporei’ Come appassionato d’arte, Francesco Corallo potrebbe sapere che una delle opere più famose di Penone si trova alla Galleria Whitechapel di Londra.

Questa Scultura, intitolata:” Spazio di Luce”, si ispira ad un albero caduto, scoperto in una foresta da Penone. Decise di fare un calco del tronco, usando il bronzo, perché pensava che il colore e l’apparenza di questo materiale avessero qualità simili a quelle della corteccia. In seguito utilizzò i rami stessi dell’albero per tenere in piedi il calco in bronzo finito, fondendo in questo modo un oggetto naturale con uno fatto dall’uomo.

http://francescocoralloitalia.wordpress.com/2014/03/28/francesco-corallo-la-carriera-del-velocista-pietro-mennea/

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